Expo 2015, cosa si aspettano 5 personaggi autorevoli

Il parere di 5 personaggi autorevoli su Expo 2015.

Expo 2015 a Milano è già in corso, con sei mesi di eventi e milioni di visitatori. Alla fine di questa manifestazione cosa resterà? Eat Parade, la rubrica del TG2, ha intervistato 5 personaggi autorevoli e ha chiesto loro cosa si aspettino da questa Esposizione Universale dedicata all’alimentazione, a cui partecipano 145 Paesi e 3 Organizzazioni Internazionali.

Carlo Petrini di Slow Food a Eat Parade.

“L’aspettativa è quella di poter assistere al protagonismo degli umili, vale a dire di coloro che sono più vicini alla terra: contadini, pescatori, allevatori, nomadi, artigiani del cibo. Quelli che garantiscono il cibo quotidiano. Purtroppo questa umanità non ha ancora un palcoscenico riconosciuto all’interno di questi eventi. Io spero, che in sei mesi, ci possa essere l’opportunità di vedere queste persone, di incontrarle, di sentire le loro opinioni rispetto a un sistema alimentare che è ammalato e che sta producendo grandi danni. Questo sistema alimentare produce molto spreco, produce povertà, produce ancora oggi nel XXI secolo la morte per fame. Occorre cambiare rotta e per cambiare rotta bisogna ascoltare queste persone, perchè sono loro che nei campi, nel mare, raccolgono e allevano il nostro cibo quotidiano. Senza di loro non si può parlare di Expo e se loro all’Expo non diventano i veri protagonisti, direi che per il nostro sistema, per la nostra Italia, è un’occasione persa.”
Carlo Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food.

Andrea Segrè su Expo al TG2.

“Da Expo ci aspettiamo un grande successo. Vogliamo parlare del valore del cibo nel mondo ma anche in Italia. Forse sarà il momento di riscoprire l’agricoltura italiana e dare valore anche agli agricoltori. Incominciamo a mangiare mediterraneo e poi l’obiettivo di 50 miliardi è assolutamente alla nostra portata. Dobbiamo ridurre gli sprechi e prevenire tutto quello che si può. Fare educazione alimentare, questo ci manca, nel mondo e in Italia. Ci sarà un grande statement, come si dice, contro lo spreco, con la Carta di Milano perchè dobbiamo cominciare dal nostro Paese.”
Andrea Segrè, agronomo e docente presso l’Università di Bologna.

Gianfranco Bologna di WWF Italia.

“Expo è una grande occasione per cambiare il modo di fare la nostra agricoltura. Abbiamo avuto un’agricoltura intensiva e industrializzata che putroppo ha profondamente distrutto dei sistemi naturali. La pressione umana su questi sistemi naturali è arrivata ad un livello che è insostenibile. Oggi siamo oltre 7 miliardi di abitanti, arriveremo nel 2050 a essere oltre 9 miliardi e mezzo di abitanti e già oggi moltissime persone soffrono una profonda denutrizione. Dobbiamo fare in modo che il sistema agricolo rispetti gli ambienti naturali. Aver eliminato i cicli della natura dal sistema agricolo industrializzato non ha consentito di produrre cibo per un numero considerevole degli esseri umani sulla Terra. Pensate che oggi abbiamo oltre il 33% del suolo che è distrutto, praticamente in condizioni esauste e abbiamo la necessità estrema di fare in modo che questo suolo possa restituire la propria ricchezza di vita, la propria biodiversità, perchè senza il suolo fertile non abbiamo la possibilità di alimentare queste persone. Quindi vogliamo che Expo sia una grande occasione di impegno e la Carta di Milano deve essere sottoscritta da tutti i governi, deve fare in modo che gli impegni siano concreti e non soltanto verbali.”
Gianfranco Bologna, direttore scientifico di WWF Italia.

Pietro Migliaccio della Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione.

“È un evento educativo, per cui noi ci aspettiamo una corretta informazione che possa contrastare le diete scorrette e altri scorretti modelli alimentari che vengono prodotti, in modo da migliorare il benessere e la salute della popolazione, in questo caso diciamo mondiale. Non dimentichiamo poi che la nostra dieta mediterranea è stata proclamata il 17 novembre 2010 “patrimonio immateriale dell’Umanità”. Che con le dovute correzioni, con i dovuti adattamenti culturali, è adatta a tutto quanto il mondo. Là dove è stata praticata abbiamo avuto una diminuzione delle patologie e un miglioramento della salute.”
Pietro Migliaccio, presidente della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione.

Marino Niola, scrittore e antropologo.

“Sarà l’occasione anche per mostrare che il modello alimentare italiano è il più adatto a raccogliere la sfida del futuro. È un’alimentazione sostenibile, idonea a conciliare le ragioni della salute, dell’ambiente e del gusto. La ong Oxfam ha fatto un’inchiesta sull’alimento più gradito del pianeta e il risultato è “spaghetti, pomodoro e basilico”. Spaghetti, pomodoro e basilico è buonissimo, non fa male, non fa troppa pressione sull’ambiente, quindi è la quadratura del cerchio alimentare. L’Expo deve servire anche a questo, per conciliare gli interessi economici dell’Italia e però mostrare che questi sono buoni interessi.”
Marino Niola , scrittore e antropologo.